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Arti 2021

corporeità / immaginari / arti / attivismo
Atelier pratico-teorico

Cosa

Come i corpi sono politici oggi? Quali corpi occupano la scena [politica e artistica]? Quali relazioni tra pratiche artistiche, teoria e attivismo politico? Come le arti mettono al mondo nuove corporeità? Come indagare il processo di creazione nella sua materialità, decostruendo il mito (sempre maschile) del genio-creatore?
 L’obiettivo del Modulo è fornire una strumentazione teorica per leggere estetiche e linguaggi contemporanei del corpo, delle live arts, della performance attraverso l’assunzione femminista di un pensiero delle pratiche; un glossario del presente per costruire nuove grammatiche del sensibile ed esercizi di immaginazione politica. Come sostiene Karen Barad, la performatività è una potente teoria della contro-rappresentazione: performatività della materia e dei corpi umani e non-umani, che rompe con la tradizione mimetica, con il predominio del visivo, con la gerarchia soggetto/oggetto. Performativo diviene dunque un concetto-laboratorio dentro cui è possibile fare molte cose, e stringere in maniera generativa la relazione tra estetico e politico.
Sempre più le arti performative agiscono come una forma di pensiero critico: l’incrocio tra arte e attivismo crea nuovi interstizi ed è continuamente da rivedere e rileggere. Riscrivere criticamente la storia e le teorie delle arti in prospettiva femminista-queer non significa emendare o correggere la storia dell’arte esistente, né “occuparsi” della produzione artistica delle donne in chiave essenzialista, ma metterne in discussione i fondamenti epistemologici e i canoni disciplinari introdotti da una concezione universalistica della cultura. De-neutralizzare, de-universalizzare, de-colonizzare: lo sguardo, le rappresentazioni, le narrazioni.
Una prospettiva di studio sulle sperimentazioni artistiche all’incrocio con la politica transfemminista consente di acquisire nuove metodologie per la ricerca teorica e di cartografare gli immaginari – anche radicali – che nascono intorno alle pratiche artistiche. 
Il Modulo è un percorso attraverso i saperi, i processi creativi, le poetiche e le differenti posture transdisciplinari: dalla sperimentazione alla pluralità dei linguaggi; dall’assemblaggio all’installazione alla performance; dalla cultura mainstream e alle culture minori e subalterne, le culture queer. La mappatura degli incontri è costruita per nodi tematici che sono questioni aperte sul presente e sulla produzione del contemporaneo. 
Il percorso di studio si snoda in complicità con il Festival Buffalo / Teatro India, che indaga i percorsi artistici più pserimentali provenienti dalla scena nazionale e internazionale: tra incontri teorici e performance live si apre a uno spazio di immaginazione politica, pratiche artistiche e prospettive transcorporee.

Il Modulo Arti si svolgerà dall’11 al 13 giugno in forma di residenza artistica 3 giorni in cui si alternano lezioni frontali a momenti seminariali e laboratori pratici, per favorire e intensificare lo scambio tra frequentanti e studiose^.

Mappa didattica – i temi in discussione e le docenti invitate (in preparazione).  Il calendario definitivo sarà pubblicato alla chiusura delle iscrizioni. Per un’idea dei contenuti vedi anche il Modulo dell’edizione 2020

Parole-chiave / glossario di immaginazione politica:
corporeità | performativo | archivi affettivi | materie vibranti | cartografie | memorie del corpo | assemblaggio | decolonizzare| posthuman | teoria degli affetti | produzione/riproduzione | non umano | corpo senza organi | artificialità

È possibile seguire le lezioni anche effettuando l’iscrizione al singolo modulo o iscrivendosi come uditrice.

Mappa didattica

Quando

dall'11 al 13 giugno 2021

Coordinatrici