Cosa
An/archivi Queer è un modulo che affronta la questione degli archivi come una pratica queer.
An/archivi, archivi affettivi, effimeri, viventi, finzionali, spettrali, minoritari – la proposta è quella di queerizzare l’archivio, o meglio, raccogliere e prendersi cura dei momenti di incandescenza delle esperienze di dissidenza dal genere, rifiutando il concetto moderno e coloniale del progresso lineare.
Che cosa rimane? Dove si depositano gli oggetti e i gesti inarchiviabili? Gli archivi a cui ci riferiremo sono archivi affettivi, dunque connessi alla memoria iscritta nei corpi, trasmessi nelle comunità e attraverso le generazioni grazie ad attivazioni performative e al racconto. Le comunità marginalizzate, infatti, spesso non riescono a raccogliere un materiale meritevole di cura negli archivi istituzionali. Gli archivi affettivi sono quindi luoghi di resistenza ma anche di produzione contro-culturale. Ci riferiremo spesso alla materia effimera degli archivi, una materia che ha una propria consistenza nella scia di ciò che resta di tutto ciò che non può essere archiviato, un lavoro con i silenzi, i buchi, i fantasmi che si tramandano con la promessa di felicità capitalista.
Sperimenteremo con le fratture dei modelli di prevedibilità, attingendo a pratiche che non ambiscono alla musealizzazione e alla conservazione dell’identità, ma si rivolgono alla perversione della tecnica della memoria. Ci dedicheremo a quei reperti che ci concedono di intravedere nel passato quello che ancora deve realizzarsi del comune delle lotte trans-femministe, ecologiste e decoloniali, e alle partiture corporee – sempre esposte alla sparizione – che appartengono sia alla performance che alle espressioni delle soggettività.
Lavorare tra le pieghe del tempo sarà l’occasione per disarticolare le gerarchie e il principio lineare/cronologico con cui strutturiamo l’esperienza della memoria. L’an/archivio è teorizzato come esercizio di mettere in discussione cosa merita di essere ricordato, evidenziando le relazioni di potere iin virtù delle quali solo alcune soggettività ed eventi meritano il ricordo. Osservando e stimolando pratiche di an/archivi proveremo a privilegiare connessioni non lineari, discontinuità, eterogeneità, e la coesistenza di momenti diversi e solo apparentemente distanti.
MAPPA DIDATTICA – i temi in discussione e le docenti invitate – partecipanti e temi verranno confermati all’avvio del master, entro gennaio 2026
giovedì 12 marzo, dalle 17.30 alle 20.30
Intro Ilenia Caleo/Nina Ferrante
giovedì 19 marzo, dalle 17.30 alle 20.30
giovedì 26 marzo, dalle 17.30 alle 20.30
giovedì 2 aprile, dalle 17.30 alle 20.30
giovedì 9 aprile, dalle 17.30 alle 20.30
giovedì 23 aprile, dalle 17.30 alle 20.30
giovedì 30 aprile, dalle 17-30 alle 20.30
feedback…
Sylvia Rivera che vive sui Piers a New York mentre intorno la città si trasforma
I resti materiali di un cinema porno
La memoria della tela di un ragno
Il corpo come archivio
Gli archivi esposti delle lotte
Il mare come archivio
I reperti inventati di Walid Raad
Il compost come archivio
Le coreografie fuggitive delle “ragazze” ribelli immaginate da Saidiya Hartmann
La vita postuma delle immagini
Gli archivi esplosi della guerra di Rabih Mroué
e così via…