Cosa
Il modulo analizza generi e formati mediali mainstream e indipendenti in un’ottica di genere, attraverso un inquadramento teorico delle principali tradizioni di ricerca e sottolineando le relazioni tra tali tradizioni e il pensiero, la critica e le pratiche politiche transfemministe.
Si vuole dare conto sia dei prodotti mediatici “pop”, come le serie sci-fi, sia della rappresentazione mediatica della violenza di genere e dei linguaggi sessisti e stereotipati, fino alla violenza mediatica e al lavoro invisibile di molte figure femminili nei media, dal cinema al giornalismo.
Il modulo tenta di promuovere la comprensione e l’analisi del rapporto tra identità di genere e rappresentazioni/consumi mediali e del ruolo dei media nel rafforzare o contrastare disuguaglianze e discriminazioni basate sul genere. Analizzando pubblicità, pezzi giornalistici e nuovi media come i social network, evidenzieremo come le rappresentazioni offerte dal sistema mediatico veicolino spesso un preciso “dover essere”, basato su precetti essenzialisti e eteronormativi, che aumentano la loro forza prescrittiva nel momento in cui si combinano ad altre variabili e potenziali fattori di discriminazione (come provenienza geografica, età, classe, abilità fisica).
Il modulo cerca di andare oltre una critica dell’esistente, elaborando, attraverso il contributo di studiose/i e professioniste/i del settore, sguardi altri e strumenti alternativi che consentano alla classe di produrre narrazioni/rappresentazioni non stereotipate ed efficaci in rapporto a forme mediali diverse.
È possibile seguire le lezioni anche effettuando l’iscrizione al singolo modulo o iscrivendosi come uditrice.
Mappa didattica – i temi in discussione e le docenti invitate (in aggiornamento). Per un’idea dei contenuti vedi anche le edizioni precedenti all’interno della sezione Archivi


