Arti 2026

arti come forma di ricerca militante
date: lunedì 7 > sabato 12 settembre 2026
Quali sono e di cosa parlano i corpi che insorgono e resistono oggi? Gli ultimi anni sono caratterizzati da una dinamica intermittente di presenza di corpi insorgenti nello spazio pubblico, con intensità estreme – dalle insurrezioni e le rivolte attorno al 2019 alla scomparsa dei corpi durante il Covid e insieme l’emersione di lotte/presa di parola di soggetti invisibilizzati (lavorat* logistica, cura, badanti, riders…), e di nuovo alle insorgenze degli ultimi due anni. Quali nuove pratiche, linguaggi e strategie è possibile mappare osservando questi corpi nello spazio pubblico? Quali gesti emergono? Quali corpi occupano la scena, politica e artistica, e quali sono invisibili? Quali relazioni tra pratiche artistiche, teoria e attivismo politico?
Il mutato scenario politico di guerra globale e il genocidio in corso in Palestina aprono ad ancora nuove domande, che ci costringono a ripensare i modi in cui narrazioni, immagini, emozioni, rappresentazioni si costruiscono e hanno conseguenze sulle vite concrete di soggetti esposti e subalterni. Invisibilizzazione, doppio standard, empatia selettiva, rimozione, cancellazione, censura, soft power – in questi mesi abbiamo visto quanto l’arte e la cultura possano essere arruolate in progetti coloniali e di oppressione, quanto le narrazioni abbiano consistenza.
Corpo, intimità, affettività, performatività della memoria diventano siti di lotta e di resistenza, in prospettiva femminista.
OBBIETTIVI TEORICI
L’obiettivo del Modulo è fornire una strumentazione teorica per leggere estetiche e linguaggi contemporanei del corpo, delle live arts, della performance attraverso l’assunzione femminista di un pensiero delle pratiche; un glossario del presente per costruire nuove grammatiche del sensibile ed esercizi di immaginazione politica.
Riscrivere criticamente la storia e le teorie delle arti in prospettiva femminista-queer significa metterne in discussione i fondamenti epistemologici e i canoni disciplinari introdotti da una concezione universalistica della cultura. De-neutralizzare, de-universalizzare, de-colonizzare: lo sguardo, le rappresentazioni, le narrazioni.
Una prospettiva di studio sulle sperimentazioni artistiche all’incrocio con la politica transfemminista consente di acquisire nuove metodologie per la ricerca teorica e di cartografare nuovi immaginari radicali.
Il Modulo è un percorso attraverso i saperi, i processi creativi, le poetiche e le differenti posture transdisciplinari: dalla sperimentazione alla pluralità dei linguaggi; dall’assemblaggio all’installazione alla performance; dalla cultura mainstream e alle culture minori e subalterne, le culture queer.
Lavoreremo in modalità seminariale, in spazi non frontali (teatri, sale prove, atelier).
La mappatura degli incontri è costruita per nodi tematici che sono questioni aperte sul presente e sulla produzione del contemporaneo.
RELAZIONI
Il percorso di studio si snoda in complicità con Short Theatre, festival internazionale di arti performative che si svolge ogni anno a RomA e indaga i percorsi artistici più sperimentali provenienti dalla scena nazionale e internazionale.
Il Modulo Arti si svolgerà in forma intensiva. Un flusso, un’immersione in cui alle lezioni frontali si alteranno momenti seminariali, laboratori, conversazioni per poi seguire spettacoli, performance, concerti, dj-set, incontri e feste. Un modo per favorire e intensificare lo scambio tra frequentanti e studiose^.
Mappa didattica
I temi in discussione e le docenti invitate.
Per un’idea dei contenuti vedi anche le edizioni precedenti all’interno della sezione Archivi
Giornata 1 – Lunedì 7 settembre @Pelanda
dalle 15:30 primo incontro del gruppo
ore 17:00 > 20:00 CLASSE espansa Horror Epstein Files
public program di Short Theatre in collaborazione con Tuba Libreria e Master di Studi e politiche di genere // con:
_Nina Ferrante e hatch opens, stark light
_Giulia Paganelli e i non corpi
_Carlotta Cossutta e incubare/trattenere
_Claudia Durastanti e il vuoto di mezzo
_Maddalena Fragnito e il silenzio dei maschi
+ cura e coordina Viola Lo Moro
°°°°°dalle 20:00 >>> performance | danza | musica
Giornata 2 – Martedì 8 settembre @Pelanda
ore 14:30 > 17:30 Lezione di Nina Ferrante / attivista terrona, femminista e lesbica, ricercatrice indipendente
°°°°°dalle 18:00 >>> performance | danza | musica
ore 21:00 CLASSE Marco Baravalle e l’arte oltre la cattura
ore 22:00 Aymeric Hainaux & François Chaignaud Mirlitons ––performance
Giornata 3 – Mercoledì 9 settembre @Pelanda
ore 14:30 > 17:30 Lezione di Elvira Vannini / critica e storica dell’arte
Lezione: «We are the flow, we are the ebb, we are the weavers, we are the web *»: arte e insorgenze femministe.
parole chiave: politiche visuali · saperi soggiogati · corpi disobbedienti · immaginazione contro-egemonica ·
insorgenze femministe
*slogan cantato, tratto dal booklet Sisters, we’re caling durante le mobilitazioni del Greenham Common Women’s Pleace Camp, es. di femminismo disarmista e sorellanza come solidarietà politica.
°°°°°dalle 18:00 >>> performance | danza | musica
ore 19:30 Aymeric Hainaux & François Chaignaud Mirlitons ––performance
Giornata 4 – Giovedì 10 settembre @MACRO + Pelanda
ore 12:00 > 13:30 visita al MACRO > Miriam Cahn “Ciò che mi guarda”
°°°°°dalle 18:00 >>> performance | danza | musica
ore 18:00 Adelita Husni Bey / LOCALES Like a Flood ––opera video
ore 19:00 CLASSE Adelita Husni Bey / Sara Alberani e le ecologie del sommerso ––talk
ore 20:00 Sorelle di Damiano Variazione No. 1 ––performance
ore 21:00 Mathilde Carmen Chan Invernon Bell End ––performance
ore 22:00 Sorelle di Damiano Variazione No. 2 ––performance
Giornata 5 – Venerdì 11 settembre @Pelanda
ore 14:30 > 17:30 Lezione con Marijana Cvetković, studiosa, curatrice e attivista culturale e Bojana Cvejić, drammaturga e ricercatrice, entrambe attiviste dei movimenti di artisti e lavorat^ della cultura in corso in Serbia a fianco dei movimenti studenteschi e della rete Community of Arts and Culture (ZUK), contro la censura e la repressione.
+ Ilenia Caleo / Maddalena Fragnito > l’arte del rifiuto, genealogie di lotte di artist^ e lavorat^ della cultura in Italia dagli anni Dieci.
°°°°°dalle 18:00 >>> performance | danza | musica
ore 20:00 Sorelle di Damiano Variazione No. 1 ––performance
ore 21:00 Mathilde Carmen Chan Invernon Bell End ––performance
ore 22:00 Sorelle di Damiano Variazione No. 2 ––performance
Giornata 6 – Sabato 12 settembre @Pelanda
ore 18:00 > incontro di feedback
ore 20:00 > CLASSE in collaborazione con Master Studi e politiche di genere
Françoise Vergès e l’arte come campo di battaglia
°°°°°dalle 19:00 >>> performance | danza | musica
ore 18:30 Giulia Crispiani | CAMERA ––performance
ore 22:45 Sara Leghissa & Taquitojocoque Serenata Lesbica ––performance
ore 23:30 HABIBITCH + Taquitojocoque ––dancefloor
***per chi interessat^ e si trova a Roma: il Festival inizierà giovedì 3 settembre.
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SPAZI
@La Pelanda, Teatro 2 | Mattatoio, Piazza Orazio Giustiniani 4 (Testaccio) Roma
>> Per arrivare:
metro B / Piramide
autobus da Termini: 75 / 170
tram 3
@ Dipartimento Architettura, Università Roma3 | Piazza Orazio Giustiniani 4 (Testaccio) Roma
@ Museo MACRO | Via Nizza, 138, 00198 Roma RM