Nel modulo cercheremo di esplorare significati ed esperienze del transfemminismo nelle teorie e prassi critiche contemporanee, inquadrandolo non esclusivamente come pratica politica, ma anche come teoria, possibile metodologia di ricerca e controepistemologia.
Il modulo vuole essere uno spazio ibrido aperto a una riflessione collettiva in cui teoria, corpi ed emozioni, piuttosto che escludersi a vicenda, generano insieme utopie.
Non si tratta semplicemente di restituire alla storia del pensiero e dei movimenti teorie e corpi che ne sono stati esclusi a lungo, ma di far traboccare il vaso ormai pieno della norma ciseterosessuale con le pratiche e con le teorie transfemministe.
Farlo nel contesto accademico significa cercare di rivoluzionare le bibliografie, i linguaggi, i riferimenti, mettendo in discussione i metodi di conoscenza classici in quanto espressioni di una cultura e di un potere che confermano la linea del privilegio di classe, di razza e di sesso contrapponendo a queste la materialità e la vulnerabilità dei corpi, delle esistenze.
Tenendo come trama il legame tra studi trans e transfemminismo:
– tesseremo un ordito con le storie, le definizioni, le teorie e le genealogie del transfemminismo (gli intrecci e i nodi che legano il transfemminismo alle teorie femministe, queer, decoloniali, antispeciste);
– approfondiremo i principali concetti degli studi trans analizzando i modi complessi in cui tali prospettive mettono in crisi concezioni (cis-)normative del sapere e narrative binarie dell’esistere, tanto in accademia quanto nei movimenti sociali;
– aprendo spazi laboratoriali, discuteremo collettivamente testi e materiali multidisciplinari e multimediali (es. manifesti transfemministi, documentari, produzioni video) e i modi in cui il transfemminismo può influenzare le nostre ricerche, le nostre esperienze di vita, le nostre pratiche politiche.
Proveremo, in sintesi, a capire cosa succede alle nostre metodologie, epistemologie e pratiche quando pensiamo in chiave transfemminista, per comprendere l’influenza che una prospettiva teorico-metodologica così situata può avere sul nostro modo di pensare.