arti2018

Arti 2020

corporeità / immaginari / arti / attivismo
Atelier pratico-teorico
_______________________________
in collaborazione con Short Theatre | festival di arti performative
[danza | teatro | performance | installazioni]

Cosa

Quali strategie utilizzano le* artiste* nel decolonizzare le rappresentazioni del genere e creare nuovi immaginari? Qual è la relazione tra pratiche artistiche, teoria e attivismo politico? Come le arti mettono al mondo nuove corporeità? Come indagare il processo di creazione nella sua materialità, decostruendo il mito (sempre maschile) del genio-creatore? 
L’obiettivo del Modulo è fornire una strumentazione teorica per leggere estetiche e linguaggi contemporanei del corpo, delle live arts, della performance attraverso l’assunzione femminista di un pensiero delle pratiche; un glossario del presente per costruire nuove grammatiche del sensibile ed esercizi di immaginazione politica. Come sostiene Karen Barad, la performatività è una potente teoria della contro-rappresentazione: performatività della materia e dei corpi umani e non-umani, che rompe con la tradizione mimetica, con il predominio del visivo, con la gerarchia soggetto/oggetto. Performativo diviene dunque un concetto-laboratorio dentro cui è possibile fare molte cose, e stringere in maniera generativa la relazione tra estetico e politico.

Sempre più le arti performative agiscono come una forma di pensiero critico: l’incrocio tra arte e attivismo crea sempre nuovi interstizi ed è continuamente da rivedere e rileggere. Ecco che r
iscrivere criticamente la storia e le teorie delle arti in prospettiva femminista-queer non significa emendare o correggere la storia dell’arte esistente, né “occuparsi” della produzione artistica delle donne in chiave essenzialista, ma metterne in discussione i fondamenti epistemologici e i canoni disciplinari introdotti da una concezione universalistica della cultura. De-neutralizzare, de-universalizzare, de-colonizzare: lo sguardo, le rappresentazioni, le narrazioni – una pratica necessaria alla politica del presente.
Aprire una prospettiva di studio sulle sperimentazioni artistiche all’incrocio con la politica transfemminista consente di acquisire nuove metodologie per la ricerca teorica e di cartografare gli immaginari – anche radicali – che nascono intorno alle pratiche artistiche. 

Il Modulo è un percorso attraverso i saperi pratici, i processi creativi, le poetiche e le differenti posture transdisciplinari: dalla sperimentazione alla pluralità dei linguaggi; dall’assemblaggio all’installazione alla performance; dalla cultura mainstream e alle culture minori e subalterne, le culture queerLa mappatura degli incontri è costruita per nodi tematici che sono questioni aperte sul presente e sulla produzione del contemporaneo

Mappa didattica – i temi in discussione e le docenti invitate (in preparazione).  Il calendario definitivo sarà pubblicato alla chiusura delle iscrizioni.
Per un’idea dei contenuti vedi anche il Modulo dell’edizione 2019

Parole-chiave / glossario di immaginazione politica:
corporeità | performativo | archivi affettivi | materie vibranti | cartografie | memorie del corpo | assemblaggio | decolonizzareposthuman | teoria degli affetti | produzione/riproduzione | non umano | corpo senza organi | artificialità

Docenti: Annalisa Sacchi | Silvia Calderoni | Elvira VanniniMaddalena Fragnito | Federica Timeto 

 

Quando

settimana nella prima metà di settembre 2020

Coordinatrici